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Posted by on gen 31, 2014 in Blog, Democrazia

SpeDD: si preparano i “facilitatori” di democrazia

SpeDD: si preparano i “facilitatori” di democrazia

spedd-si-preparano-i-facilitatori-di-democrazia-21863NOVARA – Novara come laboratorio di welfare di comunità: è questo l’obiettivo dell’associazione Territorio e Cultura Onlus, promotrice del progetto “SpeDD – Sperimentazione di progetti di Democrazia Deliberativa”. La sua seconda fase, dopo un primo anno-pilota, è cominciata sabato 25 gennaio, giorno dell’inaugurazione di un corso per “Facilitatori di Democrazia Deliberativa” con la lezione del costituzionalista Matteo Cosulich. La preparazione delle figure, che saranno chiamate a guidare la comunità novarese nell’individuare problemi e soluzioni dal basso, è il primo tassello di un percorso che porterà i cittadini a decidere insieme su tre grandi temi (polo logistico, città della salute ed emergenza casa). Un progetto ambizioso in cui crede molto la Fondazione Cariplo, come ha confermato la vicepresidente Mariella Enoc: “Ad esso, e alle idee che farà nascere, destineremo 10 milioni di euro in un triennio”.
“Vorremmo che il nostro progetto sia un seme capace di far germogliare in ogni novarese uno stile di vita più dialogante e aperto” osserva Alberto Cantoni, presidente di Territorio e Cultura. L’associazione riunisce numerosi novaresi che si sono incontrati intorno al nostro giornale: “Una volta tanto non abbiamo voluto solo raccontare ma anche fare” spiegano il direttore del Corriere di Novara, Serena Fiocchi, e l’Ad, Maurizio Genoni. Ad ospitare la prima parte del corso è la Caritas: “Perché essere credenti significa anche essere buoni cittadini” spiega il direttore Don Dino Campiotti. Anche le istituzioni guardano con interesse all’esperimento di Democrazia Deliberativa, come ha dimostrato la presenza attiva dell’Assessore alla Cultura della Provincia, Alessandro Canelli, e deI sindaco, Andrea Ballarè.
I veri protagonisti nei prossimi sei mesi saranno però i 14 facilitatori che frequenteranno il corso. Molti sono già impegnati nella realtà locale. Come Giovanni Passalacqua, dell’associazione Sermais “con cui avevo già studiato processi di democrazia deliberativa”. O Mattia Anzaldi, neo coordinatore di Libera: “Trovo che sia un modo per risolvere quelli che sono ormai i problemi strutturali della democrazia rappresentativa”. Martina Manfredda definisce il corso “un’occasione per re-inserirmi nel tessuto novarese dopo che sono stata lontana per un po’ dalla mia città”. Ma non ci sono solo novaresi. Un’eccezione è l’alessandrina Diletta Balduzzi: “Mi hanno detto che poteva servire lo sguardo di una persona esterna. Per ora Novara mi ha fatto un’impressione positiva: mi sembra che ci sia tanta voglia di mettersi in gioco”.

Redazione online